
Ieri il telegiornale della notte, dopo le ultime dichiarazioni di Mastella e l’annuncio degli ultimi tentativi di salvare questo governo, ha dato una notizia scioccante: “trovato morto l’attore Heath Ledger”.
Un brivido mi ha attraversato la schiena, ma ho voluto subito soffocarlo vergognandomi di provare un reale dispiacere per la morte di un personaggio che neanche conosco e che per me è solo uno dei tanti protagonisti degli ultimi film visti al cinema o in dvd.
Stamattina, quasi inconsciamente, la prima cosa che ho fatto è stata accendere il computer per catturare le più disparate notizie internettiane sull’argomento, avido di saperne di più. Non è fame di pettegolezzo o curiosità spicciola. Il mio stupore e interesse nei confronti di questa tragedia sono dovuti ad altro.
Siamo ormai tutti abituati alle continue botte di testa con conseguente arresto di moderne sciacquette mediatiche come Britney Spears o di Lindsay Lohan. Anche nel mondo dello spettacolo italiano ci sono stati scandali legati all’abuso di droga o alcool ecc, ma la maggior parte dei personaggi coinvolti hanno una cosa in comune: il successo improvviso, breve, molte volte immeritato, difficile da gestire e da mantenere.
Qualche giorno fa c’è stata un’altra vittima del mal di vivere: il giovane Brad Renfro, promessa della nuova generazione del cinema americano. Anche qui poco stupore. Era giovane, probabilmente con troppe pressioni, evidentemente non ha retto. Un’altra brutta storia come tante altre!
Tra le tante notizie shock di questo tipo però , nell’ultimo anno ce n’è stata una che mi ha colpito in particolar modo: il tentativo di suicidio di Owen Wilson.
Che cavolo! Perché? Sono anni che è sulla cresta dell’onda, fa parte di una ristretta ed esclusiva cerchia di amici al top delle preferenze, farà 4 – 5 film l’anno, è membro di una famiglia numerosa di attori, quindi sarà avvezzo al rutilante showbiz! Cosa può aver spinto a tanto un uomo di successo come lui? Ho archiviato la notizia pensando a un insopportabile mal d’amore per esempio, o a uno stupido abuso di sostanze stupefacenti, ma la curiosità di saperne di più è rimasta.
Ed ecco l’altro fulmine a ciel sereno ! La morte di Ledger! Appena 28 anni, vari film importanti alle spalle, una candidatura agli Oscar, bello, bravo, amato dal pubblico eppure…
Può sembrare un discorso superficiale, perché in realtà nessuno di noi sa quale sia la vita privata di questi personaggi ma , da attore, inseguo anche io il successo da anni. Vorrei avere le opportunità e i risultati che hanno avuto loro, anzi, vorrei essere loro. Invece quelli che io invidio alla fine sono degli infelici,dei tossicomani, degli squilibrati.
Dovrei provare pena per loro che sono stati travolti dal mondo di cui facevano parte ma in realtà quello che provo è solo rabbia. Rabbia, sì, perché c’è tutta un umanità che si sbatte per arrivare al loro livello, per avere il loro successo, i loro soldi, le loro occasioni!
E’ vero, forse non immagino neanche quale sia lo stress di lavorare a Hollywood e di essere una star internazionale, ma rendiamoci conto, questa è gente che guadagna miliardi l’anno, se fosse così difficile vivere in quel mondo, potrebbero farlo per un paio d’anni e poi ritirarsi o aprirsi un ristorantino su qualunque spiaggetta del mondo e godersi il panorama! Sbaglio?